Quando si può parlare di pre-diabete?
Questa fase precede il diabete di tipo 2 ed è caratterizzata da livelli di glucosio e di insulina circolante nel sangue superiori alla norma. Sono molte le persone a ritrovarsi in tale condizione senza nemmeno essere consapevoli.

Le cause possono essere genetiche oppure ambientali tra cui troviamo anche l’introito energetico in eccesso rispetto al fabbisogno, la sedentarietà, il sovrappeso e l’obesità. Quando le persone si trovano in questa condizione si sentono spesso stanche, hanno sempre sete e presentano una minzione frequente causata dalla continua iperglicemia.
Sono 3 i criteri che individuano il pre-diabete:

- alterata glicemia a digiuno: superiore a 110 mg/dl, ma inferiore a 126 mg/dl
- intolleranza al glucosio: il test di tolleranza al glucosio orale è compreso tra 140 mg /dl e 199 mg/dl
- Aumentato valore dell’emoglobina glicata: risulta compreso tra 5,7% e 6,4%
Cosa si può fare per ridurre il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2?

Si possono adottare strategie per migliorare lo stile di vita. Una corretta nutrizione e una costante attività fisica aiutano a migliorare la glicemia, dislipidemie e a regolarizzare la pressione sanguigna.

E’ importante scegliere una giusta alimentazione per mantenere stabile la glicemia, per ridurre il peso corporeo in eccesso e per migliorare la sensibilità all’insulina. In questo modo la percentuale di grasso in eccesso e la glicemia ritornano a valori normali e l’insulina riesce a svolgere meglio la sua funzione, riducendo così il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2.
Se ti è piaciuto l’articolo condividilo.
Vuoi iniziare un percorso nutrizionale?
Possiamo farlo insieme in modo semplice raggiungendo gli obiettivi.
La tua biologa nutrizionista a Taino in provincia di Varese